Non so quanti di voi conoscano il termine “bovarismo“, vi anticipo solo che di solito è riferito al lettore. Una parola che nasce da un celebre romanzo e che può avere un’accezione positiva o negativa a seconda dell’intensità con cui si vive. Ma cos’è il bovarismo dello scrittore?

L’origine del termine

Dato che non tutti conosceranno questo termine, vediamone le origini. Nel 1856 Gustave Flaubert pubblicò per la prima volta, a puntate, un romanzo destinato a diventare un grande classico: Madame Bovary. La protagonista era la moglie di un medico di provincia, cresciuta con l’illusione di poter vivere nel mondo lussuoso e romantico di cui aveva appreso attraverso le sue letture. Quando scopre di non poterlo avere tramite al marito, combatte la noia andandoselo a cercare da sola. La trama, suppongo, la conoscerete.

Questo è il bovarismo: la creazione di un mondo fantastico, a volte anche una personalità inesistente, una sorta di doppia vita, basata su un ideale profondamente distante dalla realtà in cui si vive. A seconda dell’intensità con cui si vive può essere pericoloso, come lo fu per Madame Bovary. Ma questo stato mentale colpisce prevalentemente il lettore. Cos’è allora il bovarismo dello scrittore?

Il bovarismo dello scrittore

Lo scrittore inventa mondi, crea universi, forza comportamenti di personaggi che soddisfino determinati requisiti. I requisiti li stabilisce lui, lui è il dio del mondo che ha creato. Lui, in un certo senso, entra in quel mondo e in quel mondo ci si trova alla perfezione. Un mondo di cui, mentre lo crea, non può fare a meno. Questo porta lo scrittore a scrivere sempre, lo lega a questa sua caratteristica, ha bisogno di creare ancora mondi per evadere dal suo ed entrare in quelli in cui lui è assoluto protagonista. Il bovarismo dello scrittore, quindi, è quell’impulso che lo porta a immedesimarsi in ognuno dei suoi personaggi, viverne gli scenari, amarli o odiarli come amerebbe o odierebbe una persona o un luogo reale. E, nei casi più estremi, a parlare con loro, a cercarli nel mondo reale, vederli e parlarci.

Ma è una buona cosa? Sì e no. Quando uno scrittore decide di creare la sua storia, di solito apporta tutto ciò di cui è a conoscenza, sia direttamente che indirettamente. Vive le emozioni per poterle rendere uguali ai lettori e trasformare il bovarismo dello scrittore nel bovarismo del lettore creando la giusta empatia. Solo l’autore che vive le sue storie le potrà far vivere anche al suo lettore. Se resta entro questi limiti, il bovarismo dello scrittore non è un problema, ma se porta lo scrittore a staccarsi dalla realtà per viverla come se fosse un romanzo, è ben più pericoloso. Senza voler entrare nel campo della psicologia, mi limiterò a considerare il bovarismo dello scrittore come un qualcosa di necessario, quasi imprescindibile durante l’atto creativo della stesura di un romanzo.

Creare il mondo che vorresti vivere

Ritengo quindi che il bovarismo dello scrittore sia indispensabile per chi si approccia alla scrittura. Perché chi scrive una storia non sta raccontando una barzelletta. Sta tessendo una trama con personaggi, situazioni e luoghi che si intrecciano tra loro in maniera perfetta, come se fosse vero, ma non lo è. Però deve essere verosimile e per fare in modo che lo sia è assolutamente necessario viverlo quel mondo, capirne il funzionamento e trasmutarvi le sfumature infinite della realtà, senza mai forzare la mano per adattarlo al proprio volere.

Questo è, o deve essere, il bovarismo dello scrittore. Niente di più. Creare il mondo che si vorrebbe vivere, nel bene o nel male, in cui starebbe bene lui, per poterci far stare bene i lettori. Al lettore piace questo, piace sapere che in quel libro anche lui avrebbe un suo posto, in qualche pagina, e si sentirebbe a suo agio. Senza colpi di scena troppo improvvisi, deve sempre avere il sentore che, col senno di poi, avrebbe potuto prevedere quel cambiamento repentino di scenario. E ora una domanda: voi, scrittori o lettori, siete schiavi del bovarismo?

Pin It on Pinterest

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: