Chiarimenti sui bollini e i professionisti di Indiependent Way

da | Ott 23, 2017 | Altro, Autori, Self publishing, Servizi editoriali | 0 commenti

Viste alcune proteste e dubbi (e anche accuse) sollevati nei due giorni scorsi su Indiependent Way, ci tengo a precisare alcune cose che non erano scritte nell’articolo ma precisate nel sito. E non solo. Ecco i miei chiarimenti.

I bollini: chiarimenti

I bollini non certificano la qualità del lavoro svolto ma attestano (prego considerare la differenza tra le due parole) che lo stesso è stato svolto. Non lo fanno per auto certificazione dell’autore, ma sono emessi da un soggetto terzo, sia al professionista che all’autore, che tiene nota dei bollini emessi. E lo fa in una tabella pubblica, liberamente consultabile. Questo è un servizio che, al pari di altri, dovrebbe dare il suo contributo alla vendita del libro.

Qualcuno ha affermato che farli pagare è un furto. Già la parola è grossa, ma detta da chi lavora con le parole è grave. Il furto e il pagamento di un servizio sono cose differenti. Il bollino viene pagato se richiesto. Quando un autore chiede un booktrailer, per esempio, si sente derubato quando gli vengono chiesti 100, 150 euro? Forse anche più. Comunque no, non si sente derubato: chiede un servizio e lo paga.

Il sito di Indiependent Way non è nato dal nulla, è stato costruito utilizzando risorse in termini di tempo e denaro. Avrei potuto non farlo, è vero, ma l’ho fatto e ho spiegato il motivo. Avrei potuto non farlo, come voi potete non considerarlo e per questo siamo sullo stesso piano. Io su questo sito ho creato degli spazi che affitto. Chiaramente chi non li vuole non vado a cercarlo a casa, io aspetto qua chi quello spazio lo vuole.

Utilità o inutilità?

Ho spiegato nel sito perché per il lettore è meglio scegliere un libro su cui sono stati fatti interventi professionali. E forse mi sto sbagliando, al lettore va bene tutto. In questo caso non c’è problema, del bollino se ne frega e nessuno può ritenersi danneggiato. Ma se un autore che ha avuto determinate premure per il suo libro vuole mostrarlo, magari con un bollino, perché non dovrebbe? Per non discriminare gli altri? O forse sarebbe lui discriminato se non lo facesse, dato che lui ha fatto qualcosa più di altri e non può mostrarlo?

Per crescere il movimento self ha bisogno di muoversi, fare i passi giusti e tentare nuove strade per conquistare quella fetta di mercato che, forse, sta aspettando proprio quei libri. Indiependent Way è una strada, per me ora come ora l’unica. Se avete altre proposte se ne può parlare oppure mettetele in pratica voi. Io sono solito valutare proposte, ma solo con chi ha qualcosa da proporre.

Facciamo una prova

Bene, quanto sopra precisato per arrivare comunque a proporvi di fare una prova. Forse vi serve capire come, all’atto pratico, il bollino possa influire sulle vendite. Vi serve sentire il valore tangibile di un servizio. Me lo direte voi questo, in una sezione che aprirò solo per questo. Per farlo non lucrerò sulle capacità degli autori e a questo punto nemmeno sulle mie, a quanto pare. Fino al 31 dicembre 2017 i bollini di Indiependent Way saranno quindi gratuiti. Chi li chiederà li avrà senza pagare, fermo restando il rispetto di tutte le altre condizioni.

Però permettetemi di dire una cosa: voi vi fate pagare chi per un libro o chi per un editing, e io non posso farmi pagare per tenere un elenco aggiornato, far conoscere il sistema dei bollini e fare in modo, tutto a spese mie, che venga riconosciuto a colpo d’occhio il valore professionale di un libro? Qualcosa non quadra, avete ragione, ma adesso voglio provare. Per farvi capire, senza farvi spendere un centesimo, che cosa voglio fare. E dopo il 31 dicembre? Non lo so, dipende da molti fattori e le alternative sono solo due.

I professionisti: chiarimenti

Un altro problema è sorto in merito ai professionisti. Indiependent Way è mio, l’ho costruito io su un dominio mio con risorse mie. I professionisti attualmente presenti non hanno avuto un ruolo nella costruzione del portale o nella sua ideazione. Altri professionisti possono iscriversi, ed è a pagamento. Parliamo di professionisti che, in prospettiva, trarranno vantaggi da questa iscrizione. Quanto una campagna ben fatta su Facebook o Google. Ma con un costo nettamente inferiore. E se questo non vi convince, magari perché non avete mai pagato una pubblicità, allo stesso modo siete liberi di non pagare questo spazio. Ma mettiamo che decidiate di contattarmi. Mi mandate i vostri dati e io come faccio a capire che voi siete professionisti accreditabili? Vi spiegherò una cosa semplice. Esistono due tipi di selezioni: la prima è la selezione per titoli ed esami, la seconda la selezione per soli titoli.

Titoli ed esami e titoli

La selezione per titoli ed esami prevede la verifica del possesso dichiarato di titoli adeguati a quelli richiesti dalla selezione. Inoltre ci sarà un esame da superare per integrare il punteggio e predisporre una graduatoria. Per fare ciò serve un impiegato che confronti i titoli dichiarati con un elenco di titoli necessari e una commissione adeguatamente competente a giudicare gli esaminandi. Le competenze dei membri della commissione dovranno essere pari o (meglio) superiori a quelle degli esaminandi.

La selezione per soli titoli invece prevede che una figura non sempre specificata appuri che la domanda presentata sia corredata dai titoli richiesti o equipollenti, inoltre prende nota anche di eventuali esperienze specifiche. Questa figura può essere anche un impiegato amministrativo, perché sia il controllo che la verifica successiva sono atti che non chiedono particolari capacità.

Indiependent Way rientra nella seconda casistica

In questo caso non sono i titoli quelli importanti, perché non esiste un titolo specifico di “editor” per esempio, ma l’esperienza, che passa anche attraverso corsi privati a pagamento. Ci saranno attestati, compresi nel prezzo del corso o come servizi di segreteria, che specificheranno che il corso è stato svolto. In teoria nemmeno con esito positivo, sono solo attestati di partecipazione. Ecco la parola attestato, nella sua precisa definizione. Ma andiamo avanti, perché io sono la figura che constaterà l’esperienza, prenderà atto dei titoli e valuterà se è possibile o meno per il professionista richiedere l’accreditamento. E chi sono io? Giusta domanda, dato che devo valutare i professionisti.

Io ho un’attestazione (attenzione: il certificato ha requisiti specifici) rilasciata dal Ministero del Lavoro che dice che sono un consulente del lavoro. Non esercito perché non più iscritto all’albo, ma da quel pezzo di carta risulta (non vi chiedo di leggere la legge 12/1979) che ho fatto una scuola a indirizzo tecnico (ragioneria), due anni di tirocinio presso un professionista abilitato (in realtà tre per tempistiche di iscrizione), e ho sostenuto con esito positivo un esame di Stato (scritto e orale) di fronte a una commissione nominata dal Ministero del Lavoro. Quel pezzo di carta dice che io, al pari almeno di un normale impiegato amministrativo, posso valutare se accettare o meno un “professionista” nel mio sito.

Preciso un’ultima cosa: avere un sito web che pubblicizza i propri servizi con tanto di tariffe rappresenta, ai fini fiscali, una prova che l’attività è svolta in maniera professionale e con continuità. Non starò qui a spiegarvi se dovete o meno aprire partita IVA o iscrivervi alla Camera di Commercio o all’INPS, ma specifico che utilizzo anche questo criterio (integrato agli altri citati) per valutare se ho di fronte un professionista o il cugino bravo dell’autore. Per gli aspetti fiscali, magari, ne parlerò in un altro articolo.

Altri dubbi? Chiedete a me

Ora non so se ci fossero altri dubbi. Ho letto parole dure rivolte a persone che non c’entravano niente con l’ideazione del progetto e non ne capisco il motivo. La mia apertura nei confronti degli autori, per mostrare come l’intento del progetto è quello di valorizzare il self, l’avete letta in questo articolo. Mi aspetto che anche voi, che mi state leggendo, non vi fermiate qua. Esplorate il sito e leggete bene cosa c’è scritto. Leggete per capire. E domandate, ma domandate a me. A nessun altro, se volete risposte da me.

Vi aspetto quindi. Il bollino almeno fino al 31/12/2017 non costa nulla: due mesi per ora, due mesi per dirmi se funziona. Provatelo e mi direte. E non dimenticate che Indiependent Way non è solo i bollini, ma è anche un bookstore a cui tutti, a prescindere dai bollini, possono partecipare senza discriminazione alcuna.

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